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Associazione Silvia Procopio

Effetto dell'ablazione transcatetere versus terapia antiaritmica su mortalità, ictus, sanguinamento e arresto cardiaco nei pazienti con fibrillazione atriale: studio CABANA


L'ablazione transcatetere è efficace nel ripristinare il ritmo sinusale nella fibrillazione atriale ( AF ), ma i suoi effetti sulla mortalità a lungo termine e sul rischio di ictus non sono ben definiti.
Si è determinato se l'ablazione transcatetere sia più efficace della terapia medica convenzionale per migliorare i risultati nella fibrillazione atriale.

Lo studio CABANA ( Catheter Ablation vs Antiarrhythmic Drug Therapy for Atrial Fibrillation ) è una sperimentazione randomizzata, in aperto, multicentrica, che ha coinvolto 126 Centri in 10 Paesi.
In totale 2.204 pazienti sintomatici con fibrillazione atriale di età pari o superiore a 65 anni o di età inferiore a 65 anni con uno o più fattori di rischio per ictus sono stati arruolati dal 2009 al 2016, con follow-up fino al 2017.

Il gruppo ablazione transcatetere ( n=1.108 ) è stato sottoposto a isolamento della vena polmonare, con ulteriori procedure ablative a discrezione dei medici.
Il gruppo terapia farmacologica ( n=1.096 ) ha ricevuto farmaci standard di controllo del ritmo e/o della frequenza dettati dalle attuali lineeguida.

L'endpoint primario era composto da morte, ictus invalidante, sanguinamento grave o arresto cardiaco.
Tra 13 endpoint secondari prespecificati, 3 sono stati inclusi in questo rapporto: mortalità per tutte le cause; mortalità totale o ospedalizzazione cardiovascolare; e ricorrenza di fibrillazione atriale.

Dei 2.204 pazienti randomizzati ( età mediana, 68 anni, 37.2% di sesso femminile, 42.9% avevano fibrillazione atriale parossistica e 57.1% fibrillazione atriale persistente ), l'89.3% ha completato lo studio.

Dei pazienti assegnati all'ablazione transcatetere, 1.006 ( 90.8% ) sono stati sottoposti alla procedura.
Dei pazienti assegnati alla terapia farmacologica, 301 ( 27.5% ) alla fine hanno ricevuto l'ablazione transcatetere.

Nell'analisi intention-to-treat, in un follow-up mediano di 48.5 mesi, l'endpoint primario si è verificato nell'8.0% ( n=89 ) dei pazienti nel gruppo di ablazione rispetto al 9.2% ( n=101 ) dei pazienti nel gruppo terapia farmacologica ( hazard ratio, HR=0.86, P=0.30 ).

Tra gli endpoint secondari, gli esiti nel gruppo ablazione versus gruppo terapia farmacologica, rispettivamente, sono stati del 5.2% vs 6.1% per la mortalità per tutte le cause ( HR=0.85; P=0.38 ), 51.7% vs 58.1% per morte o ospedalizzazione cardiovascolare ( HR=0.83, P=0.001 ) e 49.9% vs 69.5% per recidiva di fibrillazione atriale ( HR=0.52, P minore di 0.001 ).

Tra i pazienti con fibrillazione atriale, la strategia di ablazione transcatetere, rispetto alla terapia medica, non ha ridotto in modo significativo l'endpoint composito primario di morte, ictus invalidante, sanguinamento grave o arresto cardiaco.
Tuttavia, l'effetto stimato del trattamento con ablazione transcatetere è stato influenzato da tassi di eventi inferiori al previsto e crossover di trattamento, che dovrebbero essere considerati nell'interpretazione dei risultati dello studio. ( Xagena2019 )

Packer DL et al, JAMA 2019; 321: 1261-1274

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