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Amiodarone è il farmaco antiaritmico più efficace nel mantenimento del ritmo sinusale nei pazienti con fibrillazione atriale


L’ AFFIRM ( Atrial Fibrillation Follow-up Investigation of Rythm Management ) First Antiarrhythmic Drug Substudy ha valutato quale farmaco antiaritmico fosse più efficace nel mantenimento del ritmo sinusale e nella prevenzione della recidiva di fibrillazione atriale.

Sono stati confrontati l’Amiodarone ( Cordarone ), il Sotalolo ( Sotalex ) ed i farmaci antiaritmici di classe I.

I risultati sono stati favorevoli all’Amiodarone, con una percentuale di successo ad 1 anno in circa il 60% dei pazienti contro il 38% dei pazienti trattati con il Sotalolo e solo del 23% dei pazienti con farmaci antiaritmici di classe I.

Il sottostudio si componeva di 3 bracci: a) Amiodarone versus farmaci antiaritmici di classe I; b) Amiodarone versus Sotalolo; c) Sotalolo versus farmaci antiaritmici di classe I.

La randomizzazione ad Amiodarone o a farmaci antiaritmici di classe I , e a Sotalolo o a farmaci antiaritmici di classe I è stata interrotta precocemente, perché il risultato è stato ritenuto conclusivo.

I risultati del sottostudio hanno mostrato la netta superiorità dell’Amiodarone.
I pazienti trattati con Amiodarone hanno presentato un minor numero di recidive di fibrillazione atriale ad 1 anno rispetto ai farmaci di classe I ( 8% versus 18%, rispettivamente).
Il 12,3% dei pazienti con Amiodarone, l’11,1% dei pazienti con Sotalolo ed il 28,1% dei pazienti con farmaci antiaritmici di classe I.ha dovuto sospendere la terapia a causa degli effetti indesiderati.

I più comuni effetti indesiderati con l’Amiodarone sono stati di tipo polmonare e gastrointestinale.
I pazienti in trattamento con farmaci di classe I o Sotalolo hanno invece sofferto principalmente per effetti indesiderati a livello gastrointestinale.

E’ stato inoltre osservato che c’è stato un maggior numero di morti tra i pazienti trattati con i farmaci antiaritmici di classe I che con l’Amiodarone ( 26 versus 10, rispettivamente ).

E’ stata anche ventilata l’ipotesi che l’assunzione dei farmaci antiaritmici di classe I , anche per brevi periodi, possa causare conseguenze nel lungo periodo. ( Xagena2003 )

Fonte: AFFIRM First Antiarrhythmic Drug Substudy Investigators, J Am Coll Cardiol 2003; 42:20-29


Cardio2003


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